09 Feb
  • By Nino Gambashidze
  • Cause in

Messaggio di Nuovo Presidente di Caritas Georgia

Dal mese di gennaio del 2018, Fondo di Beneficenza Caritas Georgia ha il nuovo Presidente – Corepiscopo Benny Beth Yadegar, Rito Assiro Caldeo della Chiesa Cattolica. Secondo il regolamento interno dell’organizzazione, cambiamenti Presidenziali avvengono ogni due anni. Pertanto, Corepiscopo Benny Beth Yadegar ha sostituito Mons. Raphael Minassian, Ordinario per Cattolici Armeni nell’Est Europa, che ha servito come Presidente per due anni, da gennaio 2016.

L’inaugurazione del nuovo Presidente di Caritas Georgia si svolgerà durante l’Incontro Annuale 2017 in data di 16 febbraio, 2018.

Siamo lieti di presentarvi il messaggio di Corepiscopo Benny Beth Yadegar.

 

Cari fratelli e care sorelle,

Spesso cerchiamo le risposte complicate alle nostre domande semplici e comuni. Facciamo delle ricerche per capire il significato di amore, carità, perdono, solidarietà e ecc;…

Ma tante volte la risposta è nei gesti e nelle azioni semplici che dal punto di vista degli uomini e delle donne impegnate a risolvere i problemi del loro piccolo mondo, non hanno valore, perché appunto non sono le risposte filosofiche, complicate, difficili a capire.

Così anche la carità è la vittima di questa mentalità comune ed egoistica che in un mondo consumista rischia ad essere limitata solo in un piccolo gruppo della gente che ha potuto allargare l’orizzonte del proprio pensiero e servire i poveri.

Ma perché bisogna complicare i più semplici insegnamenti del nostro Signore. La carità è semplicemente l’incarnazione dei principi umani che oltre i confini religiosi, ciascuno di noi è invitato a praticarla nella sua vita quotidiana, appunto per costruire una società sempre più sana e più pacifica, dove il povero, il bisognoso, l’abbandonato come dice l’evangelista è un beato, perché appunto ha l’apoggio e la solidarietà della società.

Per un sempre più efficace servizio della carità, il povero deve essere considerato un fratello, il bisognoso dovrebbe diventare un amico. In caso contrario la carità diventerà un lavoro faticoso, inconfondibile, difficile, tante volte aggressivo e con disprezzo. Spesso capita che il povero diventi una minaccia al mio onore, etica, comodità, ricchezza ecc;…

Ecco, noi vogliamo diventare i fratelli dei poveri, e non i loro aiutanti. Vogliamo essere i loro amici e non i loro assistenti. Se il servizio dei poveri si limita nella loro assitenza, finite le risorse per assistere, il povero tornerà ad essere povero, solo e abbandonato. Ma noi tutti vogliamo guadagnare un amico nella nostra comunità umana. La vera gioia di un uomo e di una donna sana è di ritrovare nelle classe più povere dei fratelli e di amici.

Amicizia e fraternità non hanno ne religione e ne nazione. Le mani e i piedi del Signore sono inchiodati sulla croce, ora siamo noi le sue mani e i suoi piedi e siamo responsabili a continuare per le sue orme sulla via della carità.

Presidente della Caritas in Georgia

Mons. Benny B. Yadegar

Nino Gambashidze